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Il 1848 e Johann Strauss Jr, il "re del valzer"

 

Il 1848 fu anno di rivoluzioni, come ben noto. Tutta Europa ne fu scossa: prima Parigi, con la destituzione del re Luigi Filippo (23-26 febbraio), poi Vienna (13 marzo), in cui l'imperatore Ferdinando I d'Asburgo licenzia il potente Metternich (capro espiatorio) senza però riuscire a mettere sotto controllo i moti che raggiungono Boemia, Moldavia, Ungheria, Slovacchia.

I moti rivoluzionari, sull'eco delle difficoltà in cui si trova l'impero Austro Ungarico, raggiungono subito anche l'Italia (Milano, "cinque giornate", 19-23 marzo e Venezia, ribellione del 22 marzo).

A Bologna lo spirito rivoluzionario si concretizza l'8 agosto con una rivolta nei confronti degli austriaci che sono costretti a ritirarsi dalla città.

Il contrasto tra il vecchio che vuole mantenere il potere, ed il giovane rivoluzionario che in maniera disordinata ma generosa chiede rinnovamento ha un curioso risvolto musicale.

Johann Strauss Padre è il musicista del potere asburgico. L'autore della "Marcia di Radetzky", il maresciallo austriaco che sconfisse Carlo Alberto a Novara.

Il figlio, Johann Strauss Figlio, è il musicista della rivoluzione: compone i valzer Freiheitslieder (Canzoni di libertà), op.52 e Burschenlieder (Canzoni dei giovani), op.55 e le marce Revolutions Marsch (Marcia della Rivoluzione), op.54 e Studenten Marsch (Marcia degli Studenti) op.56.

Questa presa di posizione di Johann Strauss Figlio è dannosa per la sua carriera professionale (gli viene negata per due volte la direzione dei balli di corte ("KK Hofballmusikdirektor")) e si acuisce profondamente la contrapposizione con il padre.

Johann Strauss Jr. è costretto a cercare fortuna all'estero: dopo il 1849 (anno in cui muore il padre) inizia una lunga tournèe per il mondo: Polonia, Germania, Russia, Inghilterra, Francia e Stati Uniti, dove raccoglie successi strepitosi. Memorabile è il concerto del 1872 a Boston, davanti a 100.000 persone.

Nel 1874 inizia una tournèe anche in Italia, finalmente riunificata, e tocca varie città, portando un vento rivoluzionario di polke, mazurke e valzer!

Polke, Mazurke e Valzer hanno un rapido successo popolare e, in un paese le cui differenti culture sono state da poco unificate politicamente, attecchiscono ed evolvono in maniera diversa da regione a regione. Si va così da personalizzazioni più compassate come in Piemonte e Lombardia ad altre più sanguigne come in Emilia e Romagna.