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La Filuzzi tra le due guerre: il caso del "Club Reale"

Il primo dopoguerra fu per la Filuzzi un periodo di importante maturazione. Finiti i tempi pionieristici dei ballerini come Anzléin la Pgnata e Burtluttéin, fu soprattutto la musica che assunse progressivamente le caratteristiche tipiche della musica filuzziana, con l'affermazione dell'organetto bolognese, invenzione di Attilio Biagi, e l'esclusione del clarino dai gruppi musicali filuzziani. Leonildo Marcheselli fu nello stesso tempo il risultato ed il motore della maturazione della musica.

Pochi sanno però che nel 1926 i baladur corsero un grave rischio ...

Un nome raffinato che si usava per le sale da ballo era Dancing... bene: alcuni di questi Dancings in realtà si prestavano ad attività non propriamente edificanti...

Uno di questi Dancing era il "Club Reale", in via Porta di Castello al numero 2, in pieno centro a Bologna. Aveva il sinistro soprannome di "Scannatoio". Si entrava pagando un biglietto di ingresso di 3 lire, mentre le donne entravano gratuitamente presentando però uno speciale biglietto di invito. La questura, allertata da alcune denunce, cominciò a sorvegliare il via-vai della clientela del "Club Reale", ed una volta avuti tutti gli elementi, il 3 gennaio 1926, alle 17:30 un gruppo di agenti irruppe nel locale (fatto da alcuni salottini ospitali e da sale da ballo). Furono sorprese circa 400 persone, di cui 150 "dame" con età comprese tra i 12 ed i 18 anni (!), alcune notissime "gigolettes" e 250 "cavalieri". Qualche coppia fu sorpresa in atteggiamento inequivocabile e l'abbigliamento delle danzatrici (alcune addirittura dodicenni) era tale da non lasciare alcun dubbio sulle vere attività del Club Reale.

Lo "Scannatoio" fu immediatamente chiuso per ordine prefettizio ed il fatto destò enorme clamore in Bologna.

Parecchi opinionisti si scagliarono contro le sale da ballo, "luogo di perdizione e di corruzione" e ci furono proposte di chiusura di tutti i baladur. Ci volle la bravura di un cronista del Carlino che riuscì a fare capire che se da un lato è giusto colpire gli ambienti corrotti spacciati per luoghi di onesto divertimento, dall'altro non si possono colpire i luoghi in cui veramente c'è solo ballo e divertimento.

Scrisse: "Noi crediamo che il ballo sia un sano e dilettevole esercizio fisico; reputiamo anzi che ingentilisca e che, danza più danza meno, il mondo abbia sempre ballato senza che ne derivasse con ciò di perturbamento alcuno alla morale ed ai rapporti sociali... salvo qualche flirt e qualche matrimonio".

Non conosciamo il nome di questo cronista, però ci piace immaginarlo ballerino filuzziano ...

Il Club Reale fu sostituito da una onesta sala da ballo, ricordata da tutti i balerini e suonatori filuzziani: l'Umbersetto.

 

 

 

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Informazioni di riferimento:

Alessandro Cervellati: "BOLOGNA AL MICROSCOPIO Vol. 3" (1952)