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Il secolo XIX: i nuovi balli (valzer, mazurka e polka) e le danze popolari in uso nella provincia di Bologna.

 

Il dominio dello stato pontificio dura ininterrottamente per quasi 3 secoli, dalla cacciata dei Bentivoglio del 1506 all'onda Napoleonica che sconvolge l'Europa e che nel 1796 occupa Bologna.

Gli anni che seguono sono di grande instabilità: prima la formazione della repubblica Cispadana, poi l'adesione alla Repubblica Cisalpina, poi, dopo la sconfitta di Napoleone, il congresso di Vienna del 1815 e la Restaurazione con la restituzione di Bologna ad uno Stato Pontificio ricostituito, ma debole, che richiede la presenza austriaca per garantirne il potere.

Il vento rivoluzionario del 1848 scuote anche Bologna che l'8 agosto insorge contro gli austriaci, temporanamente scacciati a nord del Po (i "rivoluzionari" Ugo Bassi e Giovanni Livraghi verranno fucilati dagli austriaci a Bologna nel 1849). Poi finalmente nel 1859 l'annessione al Piemonte, primo passo verso l'Italia unita, che nasce nel 1861.

Il ballo, non più oppresso e regolato dai bandi pontifici, torna ad essere un fenomeno spontaneo popolare. Dal resto d'Europa arrivano i balli di coppia chiusa (valzer, mazurka e polka), che non impediscono la rinascita, specialmente nelle campagne bolognesi, in particolar modo nell'Appennino, dei balli popolari staccati (i bâll dspécc) derivati dalle alte danze.

Una probabile diffidenza iniziale verso i valzer e le polke, importati dall'Austria, di cui si conservava il ricordo del 1848 e della successiva repressione, viene definitvamente superata dopo la trionfale tournee italiana del 1874 del "rivoluzionario" Johann Strauss figlio.

L'ultima parte del secolo è estremamente dinamica e complessa.

Siamo in epoca di grande trasformazione sociale: una parte della popolazione lascia le valli dell'Appennino e le campagne per insediarsi nella città, dove la nascente industria offre opportunità di lavoro.

Le culture del ballo e della musica si mescolano. Nei locali (spesso nati negli ambienti di socializzazione del lavoro: i "dopolavoro") si alternano valzer, mazurke e polke, con i balli staccati dell'Appennino (un po' come avviene oggi nelle sale, in cui il ballo di coppia viene alternato ai balli di gruppo, nei quali però non esiste alcunchè dei significati e delle simbologie degli antichi balli staccati).

Gli strumenti usati in passato per i "bâll dspécc" (organetti e chitarre), vengono ora usati per suonare valzer, mazurke e polke.

Questo è l'ambiente fertile in cui si svilupperà la Filuzzi bolognese, che trasformerà le musiche provenienti dall'Austria, fondendole con le sonorità degli strumenti dei "suonatori" e con la necessità di divertimento di lavoratori per i quali le sale dei dopolavoro sono l'unica possibilità di socializzazione e svago.

I valzer del liscio hanno parti di 32 battute ciascuna (questo è rigoroso per il liscio filuzziano), e, se ascoltiamo un valzer viennese di Johann Strauss, ci accorgeremo che anche questi hanno normalmente parti di 32 battute, talvolta di 16 (eccezione ammessa nei valzer filuzziani nella seconda e terza parte, che, in questo caso, vengono viste da un punto di vista coreutico, come un'unica parte di 32), raramente brevi passaggi da 8 battute.

Tornando invece ai bâll dspécc, questi, che vengono eseguiti da due o più ballerini che stanno in figura distaccati, sono divisi in due parti: al bâl, il ballo propriamente detto, e al spassagg, lo spasso, una specie di riposo tra una strofa musicale e l'altra in cui i ballerini si muovo intorno con passo cadenzato.

Il trescone e la manfrina (da monferrina) sono tipici balli popolari campagnoli.

Un importante libro di Gaspare Ungarelli documenta i balli popolari in uso alla fine del XIX secolo (il libro è del 1894). Il libro è facilmente reperibile nella sua riproduzione anastatica edita da Arnaldo Forni, per cui rimando ad esso per ogni approfondimento.

Il tale libro sono allegati 32 spartiti musicali, riportando le musiche di alcuni dei balli popolari. Ho voluto riprodurre questi spartiti elaborandoli con un software musicale e generando dei documenti PDF da scaricare e i brani in MP3 da ascoltare. Di questi ho integrato le parti di accompagnamento, mancanti negli spartiti.

Bâl d'la lîvra - Raccolta a Vergato

Bergamâsc - Valle di Reno - Da Carlo Bettini

Cuntradanza - Valle di Savena - dal maestro Alfonso Dalmastri

Gran Cuntradanza - Valle di Reno - da Carlo Bettini

Dainter e fôra - Valle di Reno - Da Carlo Bettini

Galètta - Valle di Savena - dal maestro Alfonso Dalmastri

Galôpa - Raccolta a Praduro e Sasso

Giardinîra - Raccolta a Praduro e Sasso

Giga - Valle di Savena - Dal maestro Alfonso Dalmastri

Gîga Frarèisa - Valle di Reno - Da Carlo Bettini

Girumètta - Valle di Reno - Da Carlo Bettini

Inglisenna - Valle di Reno - Da Carlo Bettini

Lanterna mâgica -Valle di Reno - Da Carlo Bettini

Lavandaera - Raccolta in Valle del Lavino

Lumbardenna - Valle di Reno - Da Carlo Bettini

Menaco - Valle di Reno - da Carlo Bettini

Manfrenna mudnaisa - Valle di Savena - Dal maestro Alfonso Dalmastri

Manfrenna Mudnaisa - Raccolta a Praduro e Sasso

Milôrda - Valle di Savena - Dal Maestro Alfonso Dalmastri

Runcastael - Raccolta a Monte San Pietro

Ruggîr - Valle di Savena - Dal maestro Alfonso Dalmastri

Ruggîr - Valle di Reno - Da Carlo Bettini

Saltarael muntanaer - Valle di Savena - dal maestro Alfonso Dalmastri

Saltarael Rumagnòl - Valle di Savena - dal maestro Alfonso Dalmastri

Saltarael Rumagnòl - Valle di Reno - da Carlo Bettini

Spâzacamen - Valle di Reno - da Carlo Bettini

Tarantaela napoletaena - Valle di Reno - da Carlo Bettini

Tårscon - Raccolta a Praduro e Sasso

Va par taera - Valle di Savena - dal maestro Alfonso Dalmastri

Veneziaena - Valle di Savena - dal maestro Alfonso Dalmastri

Veneziaena - Valle di Reno - da Carlo Bettini

Vetta d'or - Valle di Reno - da Carlo Bettini

 

 

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Informazioni di riferimento:

"E bene venga Maggio": associazione culturale operante sul territorio di Monghidoro, Monzuno e Loiano dal 1982 per la promozione e la diffusione della cultura montanara

Gaspare Ungarelli: "Le vecchie danze italiane ancora in uso nella provincia bolognese" (1894)

Placida Staro: "LE VIE ARMONICHE. Scritti sulla fisarmonica, l'organetto e la danza in onore di Primo Panzacchi e dei fisarmonicisti di Monghidoro"

L'archivio del Gruppo Emiliano: la musica di tutti che nessuno ha più!

Il balli staccati su Wikipedia