home

Nascita della Filuzzi: il ballo e i ballerini

Fino al 2010, la data ufficiale di nascita della Filuzzi, universalmente accettata, era il 1903.

Il 1903 viene citato nel libro di Roberto Artale "Storia della Filuzzi bolognese dal 1903 al 1970" e si basa su affermazioni fatte da Giorgio Zaniboni, personaggio di riferimento nel mondo del ballo "alla Filuzzi" del dopoguerra. Non conosciamo le fonti esatte su cui Zaniboni si è basato; altrove pubblichiamo le note originali che Giorgio Zaniboni scrisse nel 1980 e che sono riportate, quasi integralmente, nel libro di Artale.

La rilettura attenta di alcuni vecchi testi ci permette oggi di arretrare la data di nascita della Filuzzi di qualche anno.

L'importante testo di Gaspare Ungarelli "Le vecchie danze italiane ancora in uso nella provincia bolognese" edito nel 1894 cita, in contrapposizione alle vecchie danze, quelle nuove (valzer, mazurka e polka), però mai nomina il termine "Filuzzi". Questo significa che, se il termine era già nato, probabilmente non era ancora così diffuso da indicare un preciso aspetto del ballo e della musica di Bologna e della sua provincia.

Alessandro Cervellati in "Bologna al Microscopio vol. 1", osserva correttamente che L'Ungarelli non cita mai il termine Filuzzi, pur essendo parecchie figure di ballo della Filuzzi chiaramente derivate dai balli popolari descritti dall'Ungarelli stesso. Questa osservazione del Cervellati è indice di una sua profonda competenza nei confronti del ballo, perché bisogna attendere i recenti scritti dell'etnomusicologa Placida "Dina" Staro per riscoprire i legami tra i balli della Filuzzi ed i balli "staccati" (i bal dspécc) della provincia di Bologna.

Cervellati riferisce alcune notizie sorprendenti, inosservate fino ad ora dagli appassionati della Filuzzi, e tali da aggiungere nuovi importanti elementi alla storia: alla fine del 1800 era attiva a Bologna una società di ballo "Filuzzi" (sic!), che però proponeva balli tradizionali come la contraddanza e raccoglieva ballerini provenienti dal ceto medio cittadino, in cui prevaleva l'elemento della compostezza. In questa società di ballo "Filuzzi" non era ancora presente, per quanto scrive il Cervellati, l'elemento di moto quasi acrobatico, di quintessenza della dinamicità che contraddistingue il ballo "alla Filuzzi", elemento che invece sembra svilupparsi nel ceto popolare del contado.

Non è chiara quale relazione vi sia tra la società "Filuzzi" ed il ballo "alla Filuzzi". E' chiaro però che una relazione deve esistere non avendo Filuzzi alcun significato di per sè e non essendo mai esistito alcuno con un cognome simile.

Sta di fatto che (altra notizia sorprendente traghettataci dal Cervellati) nel 1900 (tre anni prima del fatidico 1903 citato da Giorgio Zaniboni e riportato dall'Artale nel suo libro) sorsero in via del Pratello due società di ballo: "Aida" e "Aquila", dove si ballava "alla Filuzzi" ed in cui operava Umberto Bortolotti ("Burtluttéin") coadiuvato da "Anzléin la Pgnàta", da "Morettéin" e da Grilli. Umberto Bortolotti, proprio lui: il ballerino originario del Ghisello e fratello del futuro massaggiatore del Bologna F.C. (che nel 1900 non esisteva ancora) citato da Giorgio Zaniboni e da Roberto Artale e che nel 1903 ballava assieme a tal "Brando". Questi erano i nomi dei campioni che dominavano le gare di inizio del ventesimo secolo.

Sì, le gare! Gioia e dolore del ballo alla Filuzzi, sono nate assieme alla Filuzzi stessa... e naturalmente assieme alle contestazioni dei verdetti dei giudici.

Le gare si organizzavano un po' dappertutto nel centro di Bologna: al Mirasole, alla "Gata" (oggi via Sant'Apollonia, in antichità chiamata "Gattamarza" o semplicemente "Gata"), al Campetto, in S. Giacomo... le gare e la loro spettacolarità contribuirono alla diffusione del ballo.

"Burtluttéin" dominò le gare fino al 1906, anno in cui decise di ritirarsi (giovanissimo, era nato nel 1882) dalle competizioni.

Scrive Cervellati: "... il perfetto ballerino alla filuzzi deve possedere qualità di prim'ordine: essere resistentissimo, grande tempista, sapere frullare come una trottola ... e un tantino acrobata specialmente nelle figure cosiddette a chinéin."

Bellissima descrizione!

Grande tempista! Nildo Marcheselli diceva: "il tempo è tutto!" Il ballerino filuzziano ha il tempo nel suo DNA ... E' triste oggi vedere ballerini che non tengono il tempo e che pretendono magari di giudicare gli altri...

Cervellati ci dice anche come era vestito il tipico ballerino filuzziano: calzoni a campana, camicia aperta che lascia vedere una maglietta a righe sottostante, e, alla cintola, una fascia a colori vivace con nappe.

Ballare era dimostrazione di abilità, ed ogni luogo era adatto: i portici del Pratello e di via del Borgo furono teatro di balli filuzziani al suono di organini a manovella, in cui il "suonatore" poteva accelerare o rallentare a piacimento il ritmo della musica...

Nacquero in gran numero in tutti i rioni società di ballo "alla Filuzzi". L'ingresso per i soci consisteva unicamente nel pagamento di 10 centesimi per il deposito del cappello o della mantelletta (che allora si chiamava "tabarréin", termine questo che oggi ha assunto il significato di "Night Club"). I paiazzéin, come venivano chiamati gli studenti (generalmente forestieri) perché usavano portare la paglietta venivano accolti con estrema diffidenza nelle sale da ballo e non potevano permettersi di avvicinarsi alle donne del rione: i loro ballerini, gelosissimi, si trasformavano all'istante in buttafuori!

Questa diffidenza nei confronti degli estranei è stata usata in uno dei vari tentativi di spiegare il termine "Filuzzi" (c'è una teoria secondo cui il termine deriva da "filare" e deriverebbe dal fatto che c'erano dei ballerini che "filavano" da una balera all'altra ballando solo tra uomini, per evitare le gelosie degli abitanti del rione; per cui "filuzzi" era il soprannome dato ai ballerini che filavano... Oggi, alla luce di quanto emerso, la veridicità di questa teoria è divenuta meno probabile).

I "suonatori" dell'epoca ? Giulio Pizzi (detto il pover Gioli), i chitarristi Ciccotti, Scipioni, Ivo Anzola e Sanzafodra, e i fisarmonicsiti Bernardi, Golfieri e Birunzéin.

Nomi sconosciuti oggi ai più: teniamo conto dell'epoca: Leonildo Marcheselli nacque nel 1912... 6 anni dopo la decisione di Umberto Bortolotti di smettere di fare le gare.

Le manifestazioni dei ballerini filuzziani erano i "FESTIVAL", affollatissimi e tumultuosi e sedi delle competizioni di ballo.

Nel 1906 si imposero due nomi su tutti: Oreste Mazzoli ("Urestéin") e Carlo Gaspari ("Carluccéin"). Vi fu una rivalità tra i due ballerini (con le rispettive tifoserie) paragonabile a quella che vi fu, qualche decennio dopo, tra Bartali e Coppi. Non sempre la rivalità rispettò le regole della convivenza civile e non era infrequente che la gara finisse in rissa.

Il festival del 1906 fu vinto da Urestéin (che rimase imbattuto per qualche anno), mentre Carluccéin si classificò secondo.

Nuovi ballerini emersero prima della guerra: Neri (il "Felino"), Gottardo Martini, Torreggiani, Aristide Bianchi ("Sticléina"), Ugo Draghetti, Alceo Manzoni, Antonio Mazzoli, i fratelli De Maria e Massimo Morini ("Muréin"). Alcuni di questi (il "Felino", "Muréin", Draghetti) continuarono a primeggiare anche dopo la guerra.

 

 

Massimo Morini, il "Felino" e Leonildo Marcheselli al vecchio teatro Apollo in una foto del 1932.

Le ballerine ? La Stella (ballerina di Burtluttéin), la Peppina (Giuseppina, sorella di Uristéin), l'Olghina (ballerina di Carluccéin), l'Argentina, Mariuléin, la Jolanda, la Cesarina ("Ginghéina"), e la Berta, che, oltre a gestire una casa di tolleranza in via Mirasole, era anche la ballerina del Muréin. Queste ultime tre ballerine saranno ancora sulla breccia nel dopoguerra.

 

 

 

-------ooo-------

Informazioni di riferimento:

Alessandro Cervellati: "BOLOGNA AL MICROSCOPIO Vol. 1" (1950)

Roberto Artale: "STORIA DELLA FILUZZI BOLOGNESE DAL 1903 AL 1970" (1986)

Gaspare Ungarelli: "Le vecchie danze italiane ancora in uso nella provincia bolognese" (1894)

Placida Staro: "LE VIE ARMONICHE. Scritti sulla fisarmonica, l'organetto e la danza in onore di Primo Panzacchi e dei fisarmonicisti di Monghidoro"