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La Filuzzi: che cos'è.

La Filuzzi è l'interpretazione fatta a Bologna e nella sua provincia degli stili musicali e coreutici propri del "liscio" e nasce, come tutti i "lisci" italiani, dalla contaminazione dei nuovi balli di provenienza centro-europea (mazurke, valzer e polke) con i balli tradizionali preesistenti.

I testi esistenti (pochissimi, vedi la sezione Libri) indicano il 1903 come anno di nascita della Filuzzi, ma sicuramente il processo di trasformazione del modo di ballare e di suonare è avvenuto con continuità dal 1870 circa (periodo in cui entrano prepotentemente in Italia i valzer, le mazurke e le polke) in poi.

La Filuzzi quindi ha due componenti tanto fondamentali quanto ovvie: musica e ballo. Musica da ballo, certamente, che giustifica il ballo, e ballo, che ha bisogno della musica.

La musica filuzziana, che è essenzialmente strumentale, si caratterizza per l'uso dell'organetto, prima semitonato, poi unitonico e senza bassi, noto come ORGANETTO BOLOGNESE, strumento dalla sonorità unica, creazione della famiglia Biagi. (Attilio Biagi creò anche un gruppo musicale composto da tre organetti ed una chitarra noto come il Quartetto Bolognese dell'Allegria).

La composizione dell'orchestra è essenziale. Inizialmente assieme all'organetto compare una chitarra ed un basso (contrabbasso) dando luogo ai "trii" filuzziani. L'introduzione della batteria è relativamente recente (anni '50) portando la composizione tipica dell'orchestra filuzziana a 4 elementi (ben differente dalla composizione delle orchestre romagnole in cui sono presenti anche strumenti a fiato - legni ed ottoni - per un numero complessivo di "suonatori" veramente importante).

La divisione dei "pezzi" musicali in parti è rigorosa: 32 misure musicali per parte nei valzer, 16 per mazurke e polke, solitamente divisi in 7 o 8 parti con lo schema AABBACC oppure AABBACCA dove "A", "B" e "C" (quest'ultima nota come "trio") sono parti (fa eccezione il valzer che prevede che la parte B possa essere sia di 16 misure musicali sia di 32). Eccezionalmente sono presenti introduzioni musicali di 4 misure. (si veda per maggiori dettagli la sezione sui balli della Filuzzi).

La velocità (dal punto di vista metronomico) è notevole. I primi valzer "filuzziani" venivano suonati a quasi 80 misure musicali al minuto. Nel tempo questa velocità è scesa progressivamente (fenomeno comune a molte musiche da ballo) arrivando alle attuali 66/68 misure musicali per minuto.

Il Quartetto Bolognese dell'Allegria è il primo gruppo importante che ha lasciato tracce nella storia (ed anche ... nei dischi della Durium). Leonildo Marcheselli è però il punto di riferimento della musica filuzziana, tanto da essere noto oggi come il "papà" della Filuzzi. Possiamo dire che da lui la musica Filuzziana ha avuta quell'impronta che vive ancora oggi e che i grandi suonatori e musicisti filuzziani che sono venuti dopo di lui (primo fra tutti: Ruggero Passarini) sono stati suoi discepoli.

Il ballo liscio filuzziano (nato alle origini come ballo tra uomini, fenomeno comune anche per altre grandi città, nel periodo a cavallo tra otto e novecento) si differenzia da tutte le altre forme di liscio (folk romagnolo, liscio tradizionale piemontese, liscio unificato) per la presenza di figure staccate. Le figure staccate filuzziane sono il risultato un probabile adattamento di figure dei balli staccati in uso nella provincia di Bologna nell'ottocento. Questa è una caratteristica unica del ballo "alla Filuzzi". Figure staccate della filuzzi sono i "Denzi", i "Mezzi Denzi", le piroette ... Caratteristico l'uso del "frullone" per chiudere la parte.

Altro elemento distintivo importante è che la coppia si muove in continuazione, ed anche velocemente, attorno alla pista con l'unica eccezione durante l'esecuzione di alcune figure (esempio: le piroette) che però durano al più lo spazio di una misura musicale, oltre naturalmente alla fermata in battuta alla fine della parte musicale. Nel folk romagnolo ci sono momenti in cui la coppia balla sul posto per l'intera parte musicale, mentre nel piemontese non ci sono figure coreutiche assimilabili alle piroette.

Essenzialmente le figure della mazurka e della polka sono uguali, una volta adattati i tre tempi della mazurka ai due della polka con la traformazione 1-2-3 -> 1 e 2.

I nomi delle figure coreutiche filuzziane: passettini, striscini, piroette, denzi, mezzo denzi, pestatini, saltolini, passi francesi, frullone ...

A livello di esibizione viene ancora praticato da pochissimi ballerini la polka "a chinein" o "Polka Chinata": una polka ballata tra uomini in cui le parti in "frullone" vengono eseguite in posizione chinata.

Oggi il ballo alla Filuzzi è il risultato di una evoluzione che ha visto un rallentamento della metronomia (musiche "più lente") ed un arricchimento delle figure (numero maggiore di figure con maggiore complessità). Sicuramente oggi non si balla più come i filuzziani degli anni '50, ma questo è un fenomeno comune di tutti i balli. Rimane comunque viva l'anima del ballo "alla Filuzzi" con la sopravvivenza di figure staccate e con l'esecuzione del frullone che ne è tutt'oggi considerato il distintivo di qualità.

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Fonti di riferimento:

Roberto Artale, Storia della Filuzzi bolognese dal 1903 al 1970 Imola - Grafiche Galeati 1986

Autori vari a cura di Placida Staro, LE VIE ARMONICHE. Scritti sulla fisarmonica, l'organetto e la danza in onore di Primo Panzacchi e dei fisarmonicisti di Monghidoro. Udine - Valter Colle/Nota CD Books 2002

Luigi Monfredini, Frulli. Marcheselli e il mondo della Filuzzi Bologna - Edizioni Pendragon 2005

Autori vari a cura di Stefano Cammelli, Musiche da Ballo, Balli da festa. Musiche, balli e suonatori tradizionali della montagna bolognese. Bologna - Edizioni Alfa 1983