Ci hanno scritto - Guestbook

back

Mario Marinelli

in data 1 febbraio 2011 ci scrive:

 

Congratulazioni!

Ho visto il vostro filmato sul ballo alla filuzzi a Bologna, anzi da San Luca alla piazza Maggiore: davvero complimenti, è raro trovare in un video  tanto buon gusto e tanta allegria. 
La spesso triste e  degradata  Bologna, come sembra  oggi ai nostri occhi di vecchi petroniani, appare nel vostro video meravigliosa, direi  una sede ideale per i balli del Concerto di capodanno.
Complimenti a Voi e  naturalmente anche ai meravigliosi ballerini.
mario marinelli

   
 

Gentilissimo sig. Mario Marinelli

Il suo messaggio mi fa particolarmente piacere.

Ha colto perfettamente lo spirito con cui è stato realizzato "Buonanotte Bologna".
Il ballo "alla filuzzi" è allegria e voglia di vivere... ed è anche storia e cultura di Bologna, anche se non sufficientemente riconosciuto dalla cultura "ufficiale". Forse colpa di quel "gap" che la guerra ha generato tra nuove e vecchie generazioni (di allora). Le sale da ballo di Bologna, nell'immediato dopoguerra, erano innumerevoli e si ballava "alla filuzzi" dappertutto... ma i ballerini erano quasi tutti persone "mature", ballerini che ballavano da prima della guerra. I giovani (di allora) si orientarono verso i balli "moderni" arrivati con la liberazione. Questo "gap" ha probabilmente generato l'idea che la filuzzi sia cosa "da vecchi" e la ha allontanata dal mondo della cultura bolognese. Ci sono parecchie associazioni culturali che si occupano, per esempio, di dialetto bolognese (giustamente), ... ma la musica... se è canzone dialettale sì, mentre se è musica da ballo ... viene generalmente ignorata se non addirittura accomunata con Casadei e la Romagna (evidentemente non cogliendone le differenze). Se chiediamo ad un esperto di dialetto bolognese da dove deriva il nome "filuzzi" ... non lo sa!

Noi proviamo a tenere vivo il mondo della filuzzi.
Lo facciamo con gioia.
Perché amiamo questa città, per quanto degradata possa essere diventata...
ma soprattutto perché ci divertiamo, e perché il ballo (quello "vero": il ballo di coppia) è passione ed amore.
A qualsiasi età.

Grazie per i complimenti e per la visita.

Un cordiale saluto,

Carlo Pelagalli (lisciobolognese.it)

Mario Marinelli

in data 5 febbraio 2011 risponde:

 

Gentilissimo Signor Pelagalli,
prima di tutto la ringrazio di avermi risposto così cortesemente. Putroppo  io non conosco il ballo a fondo e sono sempre stato un pessimo ballerino.
Le confesso, inoltre, che fino a pochi giorni fa non ero mai stato un acceso  sostenitore del ballo alla "filuzzi" ma vedendo il filmato Le garantisco che d'ora in poi sarò un attento frequentatore del suo sito e Le farò nel mio piccolo la massima pubblicità.
Ancora una volta ho avuto la dimostrazione che le cose gradevoli non lo sono spesso per loro natura, ma quel che le rende tali è sopratutto l'intelligenza, il garbo il buon gusto di chi le pratica e le coltiva.
E per ultima cosa, siccome appartengo a quei petroniani che non conoscono con certezza l'origine della parola "filuzzi", approfitterei della sua gentilezza per soddisfare questa mia curiosità che le confesso avevo fin da quando ancora ragazzino sentivo dire che in una qualche giornata  all'"Accademia Migliorini" si ballava alla "filuzzi"


La saluto con stima e simpatia
mario marinelli

 

Gentilissimo Signor Mario Marinelli
Le sue parole, mi creda, sono, per me, un complimento bellissimo.

L'Accademia Migliorini ... certo! era una della tante sale da ballo dove si ballava "alla filuzzi" e che non ci sono più,,, la lista è lunga... potrei citare il Garden fuori porta San Donato (adesso c'è un autolavaggio), il Settimo Cielo ai Giardini Margherita, il Cigno Bianco, vicino a casa mia a Borgo Panigale, il Drago Verde, l'Umbersetto, la Terrazza Paradiso, il Vallechiara, la Verde Luna (anche questa vicina a casa mia, "filuzzi e ranocchi" ... Qualcuna ha riaperto, come l'Ala Azzurra alla Birra, e forse il merito è anche del bel gruppo di amici di cui faccio parte...

Per quanto riguarda l'origine della parola "filuzzi"... beh, sappia subito che si trova in buona compagnia!

Aggiungo però che ci sono novità in arrivo! Infatti è in preparazione una nuova sezione proprio sull'origine della parola "filuzzi" ... tenga d'occhio la parte dedicata alla Storia!

Personalmente mi sono avvicinato alla filuzzi per caso, qualche anno fa, a tarda età (sono del 1953). Ha giocato un ruolo importante la passione per Bologna.

Ma soprattutto lo scoprire che ci sono altre maniere per passare le serate, oltre che sedersi di fronte alla televisione! Scoprire che ci si può divertire in maniera sana tra amici, scoprire che ci si può (addirittura) reinnamorare della propria moglie... è stato davvero importante.

Non mi resta che salutarLa, per ora,
e dire sinceramente che ricambio completamente la stima e la simpatia!

Carlo Pelagalli (lisciobolognese.it)

Mario Marinelli

in data 9 febbraio 2011 replica

 

Gentilissimo Signor Carlo Pelagalli
Ho visto che  Lei, pur essendo ancora un "zuvnazz", me lo consenta, io sono del 1944 e non mi sento ancora vecchio, è una vera enciclopedia della tradizione bolognese.
Forse molti dei posti che Lei nomina, dove si ballava "alla Filuzzi", penso a questo punto sia più corretto scrivere il nome con la maiuscola data la ricca tradizione del nome, sono stati chiusi prima che lei potesse ricordarli, infatti lei mi parla del Settimo Cielo: un" baladour" situato se ben ricordo, mi permetta l'ardire dell'osservazione, alla Montagnola e non ai Giardini Margherita, molto frequentato da soldati e servette negli anni 50 e chiuso pochi anni dopo.
Lo ricordo perchè allora avevamo una giovane domestica che alla domenica ci sgomberava sempre la tavola prima ancora che avessimo finito di pranzare: perché, secondo mia madre, "aveva fretta di lavare i piatti con la smania di correre al Settimo Cielo". Povere ragazze: lavoravano tutto il giorno come disperate per 2 lire e godevano solo di  poche ore libere al pomeriggio della domenica e si dovevano anche sentire sindacare su dove e come le trascorrevano.
Poichè abitavo in via Irnerio e andavo spesso a giocare in Montagnola ricordo benissimo  il fabbricato del Settimo Cielo: era l'unico edificio che c'era nel giardino pubblico ed era  situato verso la scalinata che porta in piazza 20 settembre, "quala cla porta zò indov aiè  la muier dal zigant" e là dietro all'edificio del Settimo Cielo, anche nei giorni feriali, cercavan un po' di privacy, si direbbe oggi, qualche copietta, e "nueter cinno an pseven brisa ader a girer la in fonda  col biziclen,  ma aveven da ster a girer atouren a la vasca" dove c'eran delle statue a soggetto mitologico tra cui una di un leone con "una gran co' dretta" .   
Mi scuso di essermi dilungato nei ricordi e La ringrazio ancora delle sue veramente interessanti indicazioni.   
mario marinelli

 

Gentilissimo Signor Mario Marinelli
Ha fatto centro due volte.
Primo centro: il "Settimo Cielo" era alla Montagnola (mentre ai Giardini Margherita c'era lo "Chalet");
secondo centro: del "Settimo Cielo" come di altri "baldour", ho solo sentito parlare ... me ne ha parlato Ermes Scagliarini, figlio di Ezio, ballerino del dopoguerra. Ermes mi ha aiutato a scrivere la pagina sui "luoghi del ballo" nel sito.

Ermes mi ha anche dato alcune fotografie (che ho pubblicato) ed una di queste è stata scattata al "Settimo Cielo": la trova seguendo la stessa serie di pulsanti e link e per ultimo "I ballerini del dopoguerra fino al 1970". La foto al Settimo Cielo è quella in cui si vede un folto gruppo di ballerini ed uno è dentro ad una carrozzina da bambino (ed un altro è travestito da "scheletro")

I suoi ricordi sono simpaticissimi: non se ne scusi.

Un cordialissimo saluto,

Carlo Pelagalli (lisciobolognese.it)