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Valzer

Alla fine del XVIII secolo, nell'Europa centrale (Austria e Germania meridionale) era diventata molto popolare una danza che veniva considerata scandalosa, per quei tempi, perchè i cavalieri e le dame ballavano abbracciati uno di fronte all'altro. Teniamo conto che fino ad allora dame e cavalieri ballavano piuttosto lontani l'uno dall'altra o al più ballavano affiancati. Questa danza era il Ländler ed era in tempo ¾ (tre quarti). La scandalo fu tanto che tale ballo fu ufficialmente dichiarato fuorilegge in Austria. Ma come spesso avviene, non solo in Italia, fatta la legge e trovato l'inganno: venne proposta una nuova danza chiamata Valzer, che altri non era se non il vietato Ländler.

Così nacque il Valzer Viennese, che furoreggiò in tutta Europa alla fine del diciannovesimo secolo, raggiungendo, assieme alla polacca Mazurca e all'ungherese Polka, la massima popolarità, grazie all'opera della famiglia Strauss, . Valzer, Mazurche e Polche entrano in Italia in maniera massiccia quindi in questo periodo e subiscono personalizzazioni regionali, sia nella musica, sia soprattutto nel ballo.

In Emilia nasce il liscio che a Bologna prende una particolare connotazione e diventa liscio filuzziano, o più semplicemente, “Filuzzi”, mentre in Romagna ha una evoluzione completamente diversa e diventa Folk Romagnolo ed in Piemonte si sviluppa il Liscio Tradizionale Piemontese. Queste tre caratterizzazioni regionali sono oggi riconosciute ufficialmente dalla FIDS e si affiancano con pari dignità, al Liscio Unificato.

Musicalmente si basa sul tempo di ¾ (leggi: “tre quarti”), che significa che la “battuta musicale” è composta di tre tempi, di cui il primo in “battere” (e si conta “uno”), ed altri due, di eguale durata, in levare (e si contano “due”, “tre”).

Per capire intuitivamente cosa è un tempo in “battere” ed uno in “levare”, diciamo che il tempo in battere è quello “forte”, per il quale viene spontaneo battere le mani nel caso in cui si tenti di seguire il ritmo della musica. Normalmente non coincide con il tempo della batteria, nel caso in cui questa sia presente, ma piuttosto il tempo del battere è marcato dal “basso”. Se viene spontaneo canticchiare un valzer come “zum pa pa, zum pa pa”, ebbene zum è in battere, pa è in levare.


Ciò che differenzia il valzer dagli altri balli in tempo ¾ è:

  • la durata della battuta musicale;

  • la lunghezza delle “parti” musicali;
  • il modo di concludere la “parte” musicale.

Cosa è una “parte” musicale ?

E' una parte (appunto) della composizione che ha un inizio ed una fine compiuti. La fine della parte (nei balli del liscio) consiste in una “battuta” finale che comporta un (breve) arresto del ballo, che poi riprende immediatamente con la parte successiva.

Nel valzer filuzziano bolognese, la durata delle battute è tale da avere 64/66 battute al minuto ed ogni parte è rigorosamente costituita da 32 battute musicali. E' tollerata una introduzione iniziale normalmente di 4 battute.

La parte musicale finisce con il primo tempo (in “battere”) della battuta musicale: con lo schema “zum pa pa”, la battuta finale diventa “zum” seguita da una pausa lunga due tempi (quanto il “pa pa” mancante) e seguito ancora dall'inizio della parte successiva, se naturalmente il valzer non è finito.

Questo vuole dire che se si contano i tempi dall'inizio della parte musicale fino alla fine della parte stessa, si arriverà all'ultima nota della parte avendo contato 94! Il 95 e il 96 (32x3) sono il secondo ed il terzo tempo che non vengono suonati (e nemmeno ballati) perché sono pause.

 

I seguenti esempi musicali potranno essere utili:

Esempio 1: il basso scandisce il tempo "uno" in "battere" della battuta musicale del valzer.

Esempio 2: viene aggiunta la batteria che scandisce i tempi in "levare" (due, tre) della battuta musicale del valzer.

Esempio 3: la chitarra rende più evidente la struttura della parte musicale.

Esempio 4: la melodia della fisarmonica completa il quadro, compresa la chiusura della parte in battere (sul tempo "uno").

 

Un valzer è composto normalmente da 7 parti: la prima parte (tema principale) viene ripetuta due volte. Viene seguita dalla terza parte e dalla quarta uguale alla terza. Poi viene ripetuto il tema principale come quinta parte ed infine il trio costituito da due parti (uguali tra di loro) e che chiudono il valzer.

Nel valzer filuzziano viene tollerato che la terza e quarta parte siano di sole 16 battute ciascuna (esempio “Desiderio” di Ruggero Passarini), ma in competizione vengono utilizzate esclusivamente al più 5 parti da 32 battute (tre parti con introduzione, quattro parti o cinque parti senza introduzione).